PROGETTO SHAVIM: AIUTIAMO I RISERVISTI A TORNARE ALLA VITA CIVILE

INTRODUZIONE
Il Keren Hayesod-UIA (United Israel Appeal), fondato nel 1920, unisce le comunità ebraiche in tutto il mondo a sostegno di Israele e del suo popolo, con particolare attenzione al progresso delle fasce più deboli, alla crescita dei giovani svantaggiati ed emarginati, all’incoraggiamento dell’Aliyah, all’implementazione di operazioni di soccorso e al collegamento dei giovani ebrei della diaspora con Israele e la vita ebraica.
Dal 7 ottobre gli sforzi del KH sono volti a raccogliere fondi per fornire assistenza alle persone colpite da questa tragedia; tra queste, anche i riservisti dell’IDF, civili che hanno lasciato la loro vita e la loro famiglia per rispondere alla chiamata della nazione.
IL PROGETTO SHAVIM
Sono migliaia i riservisti che affrontano le sfide emotive e psicologiche del ritorno alle loro famiglie e alla vita civile, con l’altissimo rischio di sviluppare il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD), il disturbo d’ansia generalizzato (GAD) e il disturbo depressivo maggiore (MDD).
L’obiettivo di questo progetto è raccogliere fondi per permettere loro di accedere alle sessioni terapeutiche sin dai primi sintomi (flashback, incubi o stati di ipervigilanza, depressione o difficoltà cognitive), per aiutarli da subito ad affrontare questa difficile transizione. In questo modo si attenua l’impatto diffuso che questi disturbi possono avere anche sulle famiglie e sulla comunità.
LA NECESSITÀ
Secondo il Ministero della Difesa, entro il 2030 circa 42.000 soldati svilupperanno il PTSD. Tuttavia, molti riservisti non hanno i requisiti per partecipare ai programmi di supporto finanziati dal governo o evitano di cercare aiuto a causa dello stigma che circonda la salute mentale.
LA TERAPIA
Il programma prevede un giorno di terapia alla settimana per otto settimane per ciascun gruppo e riunisce gruppi di riservisti dell’IDF per un’intera giornata di attività terapeutiche, tra cui: terapia di gruppo guidata da professionisti, apprendimento di tecniche che permettono di sviluppare strategie pratiche di adattamento alla vita quotidiana e alle dinamiche familiari, attività fisiche (come equitazione e agricoltura), attività nella natura e terapie integrative quali arte terapia, yoga, agopuntura.
Il programma Shavim è operativo in molti spazi terapeutici, tutti progettati per supportare il recupero e l’adattamento.
SEDI DEL PROGETTO
Il progetto Shavim è operativo in molti spazi terapeutici:
- “Vertigo” bel Kibbutz Netiv HaLamed-Heh
- “Dani’s Farm” nel Moshav Sitria
- “Riding in Nature” nel Moshav Sdei Hemed
- “Roka Farm” nel Moshav Hemed
- “Einot Bar” nel Giv’ot Bar
- “Lahav Farm” vicino al Kibbutz Lahav